Dal Rap alla Classica, la musica ‘off’ del rione

Lo urban sound di Matemù e l’accademia di Scatola Sonora. Due modi di vivere la musica all’Esquilino
(Numero 29 – Bimestre gen-feb 2020 – Pagina 9)

L’Esquilino suona bene. Il mix di culture presenti nel rione, le diverse nazionalità ed estrazioni sociali hanno costruito nel tempo una scena musicale cosiddetta ‘off’, fatta cioè non di dischi famosi e concerti, ma di impegno e sperimentazione. Non solo Orchestra di Piazza Vittorio, dunque, fiore all’occhiello del rione, ma musiche diverse, scene minori, generi meno rappresentati, nati nei centri culturali o nelle scuole di musica più radicate.
Esprimersi con la musica. Uno dei luoghi artistici in senso più lato da cui cominciare un percorso immaginario è Matemù, Centro Giovani e Scuola d’Arte del Municipio Roma I, situato in via Vittorio Amedeo II, creato dalla onlus CIES (Centro Informazione Educazione allo Sviluppo), che si dedica ai giovani seguendoli in varie forme di arte, tra cui proprio la musica, di cui sono diversi i corsi. La band ufficiale del centro, ‘Matemusik’, è una sola, ma in continua evoluzione nei suoi componenti, che sono soliti ruotare in base al tipo di evento in cui devono suonare o al genere scelto. Negli ultimi tempi sono sempre di più gli eventi a cui sono invitati, un grande passo in avanti, considerando che i primi ‘live’ erano degli spettacoli organizzati dallo stesso Matemù.
Tra i corsi più seguiti di Matemù c’è quello tenuto da Luca Mascini, il cui nome d’arte è MilitantA, rapper con esperienza ventennale nel mondo della comunicazione e dell’arte come leader del gruppo Onda Rossa Posse prima e poi Assalti Frontali. È autore di nove dischi, con più di centomila copie vendute, e da anni è impegnato nel sociale con diverse canzoni di critica verso il sistema. I giovani che frequentano il corso fanno Rap, un genere ormai esploso in tutta Italia, utille per elaborare le proprie idee e poi fissarle in un testo e comunicare i messaggi che effettivamente si vogliono dare. Il CIES aiuta i ragazzi a scegliere e curare i temi da affrontare nelle canzoni, e quello che ne viene fuori sono messaggi che si rifanno all’integrazione, alle culture che si parlano, al sociale. Curioso è vedere come a livello testuale i brani, in questo corso di musica rap, vengono a volte componendo le idee dei ragazzi, mentre a livello sonoro partono con una base Rap e si ibridano con altri generi più recenti, quali la trap o l’hard core.
Ci vuole scuola. Se il Rap diventa il modo per dare una voce a chi non ce l’ha – come avvenuto in passato anche all’estero, nei quartieri più difficili e multiculturali delle metropoli inglesi, francesi e americane – l’Esquilino mostra altri volti e sfaccettature, producendo artisti di musica classica. Nella scuola di musica ‘Scatola sonora’, in via Ferruccio, si tengono corsi di canto e per l’insegnamento di diversi strumenti musicali. I generi maggiormente presenti sono, in questo caso, la musica classica, ma anche il pop. Niente band quindi, se non per eventi interni alla scuola, e nessun brano e musiche originali, ma i cardini della musica classica italiana ed internazionale. I ragazzi vengono avvicinati al più grande repertorio sinfonico ed eseguono musiche che spaziano da Rossini, a Mozart, Vivaldi, Cajkovski, Bartók, Puccini, Beethoven e molti altri. Naturale il passaggio di alcuni allievi della scuola al conservatorio.
Da una chiacchierata con il proprietario della scuola, il racconto dei ragazzi che ce l’hanno fatta, che frequentano accademie in Italia e all’estero: la flautista Matilde Mazzoni, per esempio, che ora è primo flauto della JuniOrchestra di Roma, l’orchestra del conservatorio di Santa Cecilia, nata nel 2006 e attualmente composta da circa 400 strumentisti, suddivisi in cinque gruppi a seconda della fascia d’età. C’è poi Elena Pavoncello, violinista presso la Young Talent Orchestra EY, orchestra sinfonica composta da giovanissimi, tra i 17 e i 28 anni, provenienti da ogni angolo d’Italia, ciascuno con la sua storia, carattere e formazione, ma tutti accomunati dalla grande passione per la musica, che si sta perfezionando presso la prestigiosa accademia Guildhall School of Music di Londra.
Da segnalare inoltre Aron Chiesa, primo clarinetto presso la Sinfonieorchester di Basilea, Gianluigi Caldarola, primo clarinetto dell’Orchestra della Opéra Royal de Wallonie di Liegi, Andrea Scaffardi, Principal Clarinet all’orchestra sinfonica di Malmöe, Lorenzo De Virgiliis, clarinettista presso l’Orchestra Filarmonica di Liegi.

Matteo Frascadore