Il mondo a scuola Num.31

(Numero 31 – Bimestre giu-lug 2020 – Pagina 14)

LE NOSTRE SCOPERTE
Questo anno scolastico noi abbiamo pensato di andare alla scoperta di noi stessi, chi siamo, da dove veniamo, quali sono i nostri paesi di origine…. Così fino a Natale abbiamo lavorato sulla Cina, raccontando e illustrando una storia, cantando una canzoncina in cinese che la mamma di Vanessa ci ha insegnato, drammatizzando la storia di Sung Lang durante la festa di Natale e tanto altro ancora.
Siamo poi passati all’Africa… ma è difficile in questo momento ripercorrere il lavoro che abbiamo svolto… i ricordi di quel bel percorso sono offuscati da timori e insicurezze dovuti alla situazione di questi giorni… Forse oggi è ancora più importante raccontare la storia che avevamo inventato insieme, ci dà coraggio per affrontare lo smarrimento di ora…
C’erano una volta una giraffa con la sua amica scimmietta. Giocavano insieme nella savana, perché erano molto amiche. La scimmietta saliva sul collo della giraffa e la giraffa faceva fare le capriole alla scimmietta e ridevano di cuore insieme.
Gli altri animali della savana (il leone, la zebra, l’elefante, il leopardo, l’ippopotamo, la gazzella…) sentendoli ridere, si avvicinarono curiosi. Ma in quel momento cominciò a piovere e, allora, tutti si misero stretti stretti sotto un grande baobab per ripararsi dalla pioggia.
Sì, solo mantenendo forte il legame che c’è fra noi, la nostra amicizia e l’affetto che ci lega, solo resistendo INSIEME potremo superare questo brutto momento.
Sezione F Scuola dell’Infanzia

UN CORO DI EMOZIONI DALLA DI DONATO
Questo è un articolo molto diverso da quelli apparsi finora nella pagina della Di Donato. Le scuole sono chiuse, gli alunni nelle loro case… Abbiamo chiesto delle riflessioni e le abbiamo raccolte.
“Mi manca la felicità dei volti delle persone che ogni giorno incontravo per la strada. Mi manca la stretta di mano dei miei amici dopo una lite… Quando un masso ti travolge, non riesci a tirarti su. Ma dopo questa esperienza un macigno mi sembrerà una piuma», si rammarica Agata, V-C.
«Questo periodo non lo sto vivendo molto bene, stiamo sempre chiusi in casa: ci sentiamo come animali in gabbia… io sono molto triste di non vedere i miei amici, ci telefoniamo ma io non ci voglio solo parlare, voglio giocare. Mi manca tanto la scuola e il cortile», rincara Jacob, V-C.
«Non ho tanta libertà come tutti i bambini e adulti ne avrebbero bisogno. I cani possono scendere e noi no. Una legge che non ho mai sentito», considera Faris, IV-D.
«Mi mancano gli amici, vederli in videochiamata non è la stessa cosa, però ci sono anche aspetti positivi, ho scoperto nuove cose che mi piacciono, sto costruendo uno ‘scrapbook’ con liste di desideri, citazioni, pensieri», considera EMMA, II-B sec, che però cerca anche il lato buono.
«La quarantena è noiosa perché non si può fare altro che restare dentro casa o in terrazzo, per chi ce l’ha. All’inizio pensavo che un po’ di tempo a casa non fosse male ma poi… Gioco quasi sempre a ping-pong per sfogarmi, l’unica cosa che mi distrae veramente. La mia esperienza di quarantena fino ad ora non è gradevole e, secondo me, sto andando fuori di testa!», commenta Pietro, V-D.
Cerca il lato positivo Nina, V-B: «Stiamo tutti a casa, possiamo approfittare per stare in famiglia, fare progressi…», ma poi conclude «ma non possiamo vedere i nostri amici; quindi le mie conclusioni sono:
Dimostrazione della ‘Integrazione-Di Donato’ ce la dà l’intervento di Vittorio, V-C: «Stanno morendo tante tante persone, ma con gli studiosi cinesi che ci aiutano ce la faremo… Dobbiamo solo rispettare le regole e stare a casa, bisogna rinunciare ad alcuni privilegi per salvare noi stessi e gli altri, pensando che a noi chiedono solo di stare a casa e ad alcuni dei nostri nonni chiedevano di andare in guerra».
C’è, invece, chi trascorre il tempo dando libero sfogo alla sua creatività:
«…cerchiamo di fare cose che ci piacciono, anche se non sempre ci riusciamo… se è una bella giornata vado sul terrazzo condominiale dove il mio papà ha montato un canestro per giocare a basket… Io penso che il Coronavirus sia pericoloso perché ti può uccidere se sei sfortunato come Paperino. Ma… si riduce l’inquinamento e questo è buono. In questi giorni mi sento una casetta pronta a cadere giù in un burrone, come quella della Febbre dell’oro di Chaplin che sta quasi per cedere ma alla fine può resistere», ci fa sapere Mario, IV-B. «Io a casa mi diverto molto: io e i miei fratelli facciamo tante cose divertenti, tipo oggi 27 marzo abbiamo inventato una città in casa, ma sta ancora in fase di costruzione. Le case sono di cuscini e coperte, poi Elia e Pietro hanno avuto l’idea di fare un parco divertimenti anche quello in lavorazione», Miriam III-B. O come Vita, della sezione E della Scuola dell’Infanzia, che rappresenta con un disegno il coronavirus ‘buono’ che protegge la natura e il pianeta, e quello ‘cattivo’ che uccide.
La felicità traspare dalle parole di Olivia della I-D: «La quarantena è bella perché stai a casa. È bello stare tutto il tempo con mia sorella, mamma e papà. Ho però paura di quello che c’è fuori.»
Infine due versi di altrettante poesie mostrano la fiducia e l’ottimismo dei ragazzi:
«Questa nuova vita è come una prigione e la guarigione sarà la chiave del portone», Thomas V-C;
«Quest’anno però non è molto festivo. Ma ci rifaremo nel periodo estivo», Chiara V-B.
Coordinato da Patrizia Pellegrini

Alunni Di Donato