Fratellanza, amicizia e ospitalità a tavola

In occasione di Multi, Morteza Hosseini ci ha guidato alla scoperta della varietà, della ricchezza e dei valori della cultura e della cucina afghana. Tra piatti e poesie
(Numero 51 – Bimestre gen-feb 2024 – Pagina 14)

Morteza Hosseini è l’eclettico rappresentante della cultura afghana che si è prestato a mettere in connessione la cucina del suo Paese e Multi, manifestazione che ha colorato piazza Vittorio nell’ambito dell’estate romana (di cui vi abbiamo parlato nel numero 49 del Cielo, ndr): «Siccome la cultura afghana è molto varia e vasta – a causa del fatto che l’Afghanistan è un paese multietnico con diverse popolazioni che lo coabitano – abbiamo cercato di cucinare diverse pietanze e coinvolgere più persone per presentare la cultura e la cucina afghana nella sua interezza. Abbiamo invitato, inoltre, uno scrittore, poeta e intellettuale afghano, Zia Qasemi, con il duplice scopo di far conoscere le sue meravigliose poesie – anche se ancora in cerca di un editore italiano – e consolidare il legame tra la piccola comunità afghana a Roma e il suo paese di origine».
Durante Multi sono stati presentati alcuni piatti del cibo di strada afghano, onnipresente nelle grandi città, tra cui:
– Ghabolipalaw, riso basmati con carote uvetta sultanina e carne di agnello (esiste anche la versione vegana senza la carne);
– Bolani, calzone ripieno con verdure (difficile da trovare in Italia);
– Mantu, ravioli afghani.
Altro protagonista della cultura culinaria afgana è stato il tè Chayqaimaq che, analogamente al caffè per l’Italia, viene consumato in ogni occasione, quasi come uno strumento meditativo che aiuta a pensare e dialogare.

L’ospitalità merita un museo

Nell’esperienza con Multi, Morteza ha fatto emerge la sua propensione all’accoglienza e alla convivialità. Occupandosi di eventi culturali, dal 2020 è molto attivo nel rione a seguito della fondazione, all’interno di Spin Time Labs, del ‘Museo dell’Atto di Ospitalità’ (MAd’O), grazie al contributo di Sébastien Thiéry – artista Francese impegnato nel riconoscimento dell’atto
di ospitalità come patrimonio immateriale dell’Unesco – e alla collaborazione di varie realtà culturali che animano il palazzo.
Questo spazio culturale, nel cuore dell’Esquilino, nasce per fare da ponte tra i piani che ospitano le attività culturali e i piani abitativi dell’immobile occupato. Un po’ come succede tra mondi lontani che si incontrano nell’accoglienza, MAd’O funge da spazio neutro, dove realtà che normalmente ‘non si darebbero del tu’ si incontrano e dialogano. Morteza ci racconta che «Lo scorso 23 dicembre al MAd’O è stata organizzata ‘La notte di Yalda’ una festa all’insegna della celebrazione della notte più lunga dell’anno, durante la quale abbiamo consumato piatti tipici legati a questa festività». Questa festa nella cultura persiana/afghana viene festeggiata come augurio e auspicio per un periodo in cui i giorni crescono, diventando più lunghi, e cresce anche la speranza, che prevale sul buio. In questa occasione si mangiano tanti piatti invernali, come le zuppe, e frutta di colore rosso a simboleggiare il caldo.

Stefanina Sgambati

[BOX] PROVA LA RICETTA:
Ghabolipalaw
Preparato in occasione delle feste, il Ghabolipalaw è considerato il piatto nazionale afghano e, siccome è consumato in situazioni di convivialità, simboleggia fratellanza ed amicizia. Palaw significa ‘pilaf’, una tipologia di cottura del riso peculiare del medio ed estremo oriente. Ha un gusto agrodolce, scandito dal salato della carne e dalla dolcezza della frutta secca.
In una pentola capiente, rosola la carne in un po’ di olio fino a quando è dorata. Aggiungi le cipolle e cuoci finché non diventano trasparenti. Aggiungi poi le spezie: cumino, curry, curcuma, sale e pepe. Friggi le carote grattugiate e quando sono abbastanza fritte aggiungi anche uvetta e continua a friggere per 1 minuto. Cuoci il riso con tanta acqua bollente, quando è quasi cotto, scola, nella pentola metti uno strato di riso e uno strato di carne e alla fine aggiungi le carote e uvetta fritta. Copri e cuoci a fuoco basso fino a quando il riso è completamente cotto e assorbe i sapori (circa 15-20 minuti).
Se desideri, tosta leggermente mandorle e pistacchio sgusciato in una padella e aggiungile come guarnizione al momento di servire.

INGREDIENTI (Per 4 persone)
500 g di riso basmati;
500 g di carne di agnello (o pollo), tagliata a pezzi;
2 cipolle medie, affettate sottilmente;
2 carote, grattugiate o tagliate a julienne;
150 g di uvetta;
1 cucchiaino di cumino in polvere;
1 cucchiaino di curry;
1 cucchiaino di curcuma;
1/4 di tazza di mandorle (optional);
sale e pepe a piacere;
olio vegetale